Gibberella circinata

Dopo aver affrontato il tema dei parassiti e delle malattie più comuni che colpiscono le piante del nostro giardino, dedichiamoci a una problematica apparentemente lontanata, ma ancora più delicata. La Gibberella circinata è un fungo fitopatogeno da quarantena che attacca tutte le specie appartenenti al genere Pinus, a cui appartengono circa 120 esemplari. Quelle interessate sono circa 47 mentre in Europa le specie più colpite da questa malattia sono il pino d’Aleppo (Pinus halepensis), il pino marittimo (Pinus pinaster) e il pino silvestre (Pinus sylvestris); il fungo però può infettare anche l’abete di Douglas (Pseudotsuga menziesii). La malattia si trasmette grazie al vento che trasporta le spore da una pianta all’altra e infetta le piante a livello locale. La trasmissione più invasiva e veloce è però quella che avviene sul piano commerciale, quando dei semi infetti vengono commercializzati tra aree geografiche lontane. L’ultimo caso riguarda soprattutto le contaminazioni massicce, come nelle piantagioni. La malattia è infestante, pericolosa e a causa dei capillari effetti della globalizzazione – se non vengono seguite le adeguate misure di prevenzione – può diffondersi ovunque e in poco tempo. Dopo essere stata segnalata per la prima volta negli Stati Uniti d’America nel 1946, la malattia si è diffusa nel resto del mondo. I casi accertati sono stati in Giappone (1988), Messico (1989), Sudafrica (1990), Cile (2001) e, più recentemente, in Europa. La Gibberella circinata è stata trovata nel 2004 in Spagna e l’anno successivo in Francia e in Italia (nel 2005, in Puglia, su due giovani piante di pino d’Aleppo e Pino domestico).

I sintomi della malattia provocata dalla Gibberella circinata

La disseminazione delle spore è favorita dal vento e dagli insetti xilofagi (come curculionidi e scolitidi) che causano le ferite dove penetra l’agente patogeno. Il patogeno può insidiarsi anche passando per le aperture naturali provocate dal distacco dei coni. La malattia può colpire la pianta a ogni età, non comporta direttamente la morte ma ne rallenta la crescita e ne deturpa l’aspetto. Il fungo può colpire diverse parti dell’albero. Ad esempio, sugli esemplari adulti l’infezione si presenta come descritto di seguito:

Il tronco e le branche:

  • comparsa sul tronco e sulle branche di cancri
  • abbondante emissione di resina

I germogli:

  • Gli apici dei rami si essiccano nella parte più alta della chioma e gli aghi ingialliscono. Poi diventano di colore rosso bruciato, infine cadono.

Sugli esemplari più giovani di pino, il cancro resinoso si presenta con imbrunimenti e marciume alle radici. Quando le radici sono compromesse, i sintomi si estendono anche alla parte superiore dove è possibile notare dei cambiamenti di colore degli aghi. Sulle piantine giovani l’origine dalla malattia può arrivare da un seme infetto o dal terriccio contaminato.

Quando colpisce il cancro resinoso? Di solito l’infezione insorge durante l’estate, cioè quando il clima è più caldo e più umido.

La prevenzione come unica soluzione

Le piante malate, purtroppo, non si possono curare e devono essere distrutte. L’unico modo per difendere il Pinus dalla malattia è la prevenzione. Le piante malate sono facilmente individuabili: sembrano ricoperte di resina, ma bisogna fare attenzione a non confondere le infezioni del cancro resinoso con quelle della Diplodia pinea. Entrambe, pur presentando la comparsa di disseccamenti e cancri, hanno decorsi e caratteristiche differenti. Per confermare o escludere la presenza di questo organismo patogeno da quarantena è necessario eseguire analisi specifiche di laboratorio.

Misure di contenimento

La Commissione europea ha emanato la Decisione 2007/433/CE del 18 giugno 2007 come misura preventiva per impedire che la malattia penetri in Europa attraverso del materiale vegetale d’importazione e si diffonda capillarmente arrecando gravi danni alle foreste. La misura prevede controlli fitosanitari all’importazione da paesi terzi dei vegetali ospiti del patogeno, l’utilizzo del passaporto fitosanitario per la loro circolazione in ambito comunitario nonché l’esecuzione da parte dei paesi membri di indagini ufficiali annuali sul territorio di competenza per ricercare la presenza di Gibberella circinata, e nel caso di ritrovamento, di fissare delle zone delimitate entro le quali adottare misure appropriate volte alla sua eradicazione.

Dopo il terribile punteruolo rosso delle palme, le misure per prevenire ogni sorta di patogeno così infestante non sono mai abbastanza. Nel caso doveste notare dei sintomi analoghi a quelli che abbiamo descritto, è necessario avvertire tempestivamente l’ente regionale di prevenzione oppure, in alternativa, rivolgersi a un esperto per diagnosticare la malattia e per impedire che l’infezione si propaghi a macchia d’olio.

Fonte: Regione Lazio – SERVIZIO FITOSANITARIO REGIONALE

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